QUANDO POTARE GLI OLEANDRI


Potatura dell'oleandro, quando e come 

Dal momento che l'oleandro cresce rapidamente, soprattutto in vaso, è necessario controllarne lo sviluppo e la forma mediante potature periodiche. L'oleandro infatti, reagisce perfettamente, rigenerandosi con rapidità, tuttavia bisogna fare attenzione alla potatura che viene fatta immediatamente dopo la fioritura, per non rischiare di recidere gli steli fioriferi che si formano in autunno. Con la potatura, comunque, si risolvono alcuni problemi, come ad esempio, i danni provocati dalle gelate. In questo caso bisogna potare la zona interessata fino alla parte verde dell'oleandro.


La potatura, nonostante sia un'operazione assai semplice e di poco “combattimento”, necessita di alcune importanti accortezze, al fine di evitare alla pianta uno sviluppo legnoso, squilibrando la struttura a cespuglio che dovrebbero, invece, mantenere. Ciò, infatti, rischierebbe di portare l'oleandro ad una maggiore esposizione al freddo durante il periodo invernale, con il risultato finale di indebolire tutta la pianta, con soluzioni drastiche per rimediare al danno.


Annualmente, quindi, i rami più vecchi dovrebbero essere rimossi in modo da far tenere alla pianta una forma cespugliosa regolare, e per permettere alle parti più giovani dell'oleandro di crescere rigogliose.


La potatura dell'oleandro, pertanto, consiste per lo più nel togliere i fiori appassiti. Una potatura più drastica può essere effettuata però di tanto in tanto per ringiovanire gli arbusti, ed in questo caso, tutti i rami dovranno essere tagliati a circa 15/25cm dal terreno.



Accortezze per la potatura dell'oleandro


Ecco qui di seguito al cune accortezze da tenere presenti quando si decide di potare una pianta di oleandro:


Cimatee le piante più giovani per far formare un bel cespuglio,

Ogni anno, al termine delle gelate, ringiovanite e sfoltite la pianta asportando tutti i rami secchi.


Ricordatevi che nel giardino è meglio avere dei cespugli fioriti piuttosto che degli stecchi disadorni.

Alternative: Se proprio avete difficoltà con L'oleandro, o desiderate un alternativa allo stesso, l'Ortensia (Hydrangea sp.) può essere un ottimo sostituto, in quanto mantiene la stessa forma cespugliosa ed ha una stupenda fioritura proprio nello stesso periodo dell'anno.


NOZIONI SULL'OLEANDRO


L'oleandro (Nerium Olenader), appartiene alla famiglia delle Apinacee, ed è una bellissima pianta, spesso usata per decorare i giardini all'Italiana. Si tratta pertanto di un arbusto sempreverde coltivato sia per la sua bella fioritura, sia per le sue foglie eleganti e slanciate.


E' una pianta perenne molto sensibile al freddo e nelle zone temperate può essere coltivata all'aperto. Nelle zone a fredde, invece è bene ripararla durante l'inverno.

I fiori dell'oleandro, che variano dal rosa al bianco, dal rosso al giallo, sbocciano praticamente dall'inizio della primavera fino all'autunno inoltrato, dando al giardino un'aurea di colore e bellezza per molto tempo .


 Si tratta però anche di una pianta piuttosto velenosa, poiché contiene delle sostanze nocive, che agiscono sul cuore, e, proprio per tale ragione, vengono utilizzate anche in medicina. E' sempre opportuno quindi lavarsi le mani dopo aver toccato la pianta e, soprattutto, i suoi bellissimi fiori.



Conoscere l'oleandro


La pianta dell'oleandro è originaria dei paesi mediterranei, caratterizzati pertanto da clima mite e molto sole durante l'anno. Tale pianta si presenta come un arbusto denso, carico di un bel fogliame verde scuro, che offre per gran parte dell'anno (esclusi i periodi d'inverno pieno), molti bei fiori, talvolta profumati, semplici, doppi o stradoppi, su toni di bianco, rosa, albicocca, rosso e giallo o anche screziati a seconda delle varietà.


L'oleandro si sviluppa rapidamente, sia in larghezza che in altezza, arrivando a volte, ai 5 mt. Per quanto sia una pianta molto particolare ed apprezzata, in realtà non colpisce moltissimo per la sua bellezza, che potremmo definire alquanto “semplice”, quanto piuttosto per la sua facilità di coltivazione e resistenza.


L'Oleandro è anche una pianta velenosa, e, a differenza di quel che si potrebbe immaginare, non sono soltanto i fiori dell’oleandro ad essere nocivi. E', infatti, parimenti e pericolosamente velenosa anche la foglia, i fusti e persino i semi. La tossicità dell’oleandro si deve particolarmente ad una tossina, l’oleandrina, che permane nella pianta anche dopo essiccamento, compresa la bollitura e la combustione.


Questo significa che mai, e per nessuna ragione, si dovrebbero bruciare (ad esempio in un camino o nel tentativo di attizzare il fuoco per un barbecue improvvisato), un arbusto di oleandro o le stesse foglie, sia pure fossero secche, in quanto il fumo sprigionatosi dalla combustione risulta essere molto tossico ed in qualche caso anche mortale!


Lo dimostra anche la Storia che narra di alcuni soldati di Napoleone che, durante le loro scorribande, in un momento di pausa arrostirono della carne su un fuoco ricavato dalla combustione del legno di piante di oleandro, che finì, naturalmente, per ucciderli tutti.



Parassiti dell'oleandro


Il parassita più frequente dell'oleandro è l'aspidioto dell'edera (Aspidiotus hederae), un parassita assai frequente nei paesi del mediterraneo. Si tratta di un particolare tipo di cocciniglia, che attacca prevalentemente la pagina inferiore della foglia dell'oleandro.


Altro parassita assai frequente è la cocciniglia fioccosa (Chloropulvinaria floccifera) che riesce addirittura ad invadere la pianta, riproducendosi praticamente per tutto il corso dell'anno. Le contromisure devono quindi essere tempestive, potendo il parassita condurre ad un grave deperimento e anche alla morte della pianta.




Come piantare l'oleandro


L'oleandro viene piantato di norma tra da marzo e maggio, per assicurarne l'attecchimento. La pianta predilige il pieno sole, purché venga posta in un luogo riparato, anche se sopporta l'ombra leggera. E' consigliabile piantarla in una buona terra da giardino, che sia preferibilmente ricca di humus.


Gli oleandri sono piante di facile coltivazione e richiedono poche cure. Basta annaffiare regolarmente le piantagioni in piena terra durante i primi due anni, per favorirne il giusto attecchimento.

In vaso, però, gli oleandri richiedono annaffiature frequenti, con un'aggiunta di fertilizzante per fiori, da farsi almeno 2 volte al mese. 

Durante l'inverno, inoltre, è necessario aggiungere una protezione per le giovani piante: quindi è bene circondare il piede degli arbusti con delle foglie morte, e ricoprire l'arbusto in un telo di copertura. Gli arbusti in vaso devono essere ricoverati in un locale luminoso, possibilmente riparato dal gelo (come un garage, una veranda, ecc.). Nelle zone miti, tuttavia, essi possono rimanere all'esterno.