I CIBI PIU' STRANI CUCINATI SUL NOSTRO GLOBO!


“Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”, recitava il sociologo L.Feuerbach...ma a giudicare dai piatti più strani (e di dubbio gusto, mi permetto di aggiungere) provenienti da tutto il mondo, sarebbe meglio non applicare questo modo di dire, o chissà cosa ne verrebbe fuori.


Le culture di tutto il pianeta sono differenti, ed anche i cibi consumati differiscono molto, in base sia alle risorse territoriali, alle credenze popolari che alle usanze del luogo. Eppure, stando alla lista che qui segue, tali usanze possono lasciare basiti e senza appetito.


Mangiare è uno dei più grandi stimoli per chi ama viaggiare, specialmente quando si preferisce addentrarsi nella cultura del luogo per viverla appieno, evitando i soliti villaggi vacanza, fin troppo occidentali. Si rompe la routine e si può ampliare il proprio repertorio di gusti e sapori.


Il problema è che ogni piacere ha il suo lato oscuro, e, spesso, assaggiare alimenti che consideriamo “schifosi” è forse una sfida davvero troppo grande. Senza dubbio, si tratta esclusivamente di pregiudizi culturali. 


Nessuno nega che questi alimenti abbiano anche un rispettabile valore nutritivo, e magari un sapore non sgradevole, eppure, non è sempre facile affrontare una sfida culturale e culinaria come questa.


Ecco dunque la lista di alcune "prelibatezze" che potrebbero venir servite a noi, turisti sprovveduti, entrando nel ristorante sbagliato:


Vino di Serpente: No, non è uno scherzo, ad Hanoi in Vietnam è usanza consumare, assieme agli ospiti più riguardevoli (gulp!) del vino molto alcolico preparato con un bel serpentone grassoccio. Si tratta di un vino ottenuto dal riso che si lascia fermentare per mesi in compagnia di serpenti ma anche di tartarughe, scorpioni, insetti ed uccelli. Sembra abbi che a proprietà terapeutiche e il suo sapore sia talmente forte che va bevuto tutto d'un fiato. Per chi ha coraggio....


Uovo ripieno: Si chiama Balut, e viene direttamente dalle Filippine, quest'uovo ripieno di...un pulcino implume. Si, avete capito bene, un embrione di pulcino, pertanto conosciuto anche come "uovo con le gambe". Viene mangiato completamente crudo o leggermente scottato, una vera schifezza...ehm pardon...delizia!


Viene generalmente considerato una prelibatezza in tutta l'Asia sud-orientale, e specialmente nelle Isole Filippine, in Cambogia, nel Laos ed in alcune aree della Cina, dove è noto con il nome locale di máodàn, che significa "uovo peloso". In questi paesi viene considerato un alimento dalle grandi proprietà afrodisiache, e per questo viene spesso venduto durante la notte nei quartieri a luci rosse da venditori ambulanti.

In tempi recenti, tuttavia, questa pietanza ha perso in parte la sua connotazione di piatto "popolare" ed è stata ascritta, almeno nelle Filippine, nell'alta cucina, e viene perciò servita sempre più di frequente nei ristoranti di lusso....Contenti loro!


Vermi ed altri insetti: Sempre dall'Est, arrivano improbabili pasti a base di vermi, ragni, larve ed altre finezze, addirittura confezionati in lattine come fossero tonno in scatola. Ma la cultura dell'entomofagia (l'arte del cibarsi di insetti), sta prendendo piede un po' in tutto il mondo, poiché sembra, e non intendo accertarmene personalmente, che questi siano ricchissimi in proteine e vitamine.


In Korea, ad esempio, c'è proprio una linea dedicata a questi alimenti in scatola, chiamata Silkwarm Pupa (dal nome delle larve dei bachi da seta). De gustibus!


Cruditè di polipo: In molti posti di mare, è usanza non troppo stravagante oramai, di consumare il pesce ed i frutti di mare crudi. La freschezza del pesce e le sue proprietà nutritive sono così assicurate...ma (sempre in Korea) sembra abbiano preso questa mania della freschezza un po' troppo alla lettera, in quanto uno dei piatti forti è a base di spiedini di polipo VIVO!


 Il povero mollusco viene servito arrotolato a dei tipici bastoncini di legno, vivo e vegeto, e viene inzuppato in una salsina piccante. Non vorrei essere nei panni di quella povera bestiola...


Larve di falena: Dalla terra dei canguri arriva invece una ricetta popolare e, sembra, molto apprezzata, la zuppa di larve di falena. A prima vista, se uno non se la aspetta, sembrerebbero degli gnocchetti di farina di mais in brodo, invece si tratta di larve grassocce e viscide. Possono essere servite in zuppa, ma anche arrostite, per un effetto più..croccante.


La ricetta pare sia antichissima e provenga dagli aborigeni della zona, ma poi è stata portata alla luce anche nell'entroterra ed è oggi di uso comune tra gli Australiani, che, si dice, si offendono se l'ospite non gradisce. Meglio gli gnocchi della nonna!


Caffè Kopi: Bevanda proveniente dall'Indonesia, fa letteralmente passare la voglia di bere caffè. E' composta prevalentemente da escrementi (!!!) di insetti vari, specialmente lo Zibeto Comune, il quale si nutre di bacche di caffè che digerisce in parte e poi rilascia nell'ambiente mediante la defecazione.


E' ritenuto il caffè più pregiato e costoso al mondo, infatti costa circa 500 euro all'etto. Se volete liberarvi dalla caffeina questo è il metodo ideale...


Tarantole alla griglia: In Cambogia è tipica usanza, quando c'è un ospite, offrirgli il loro piatto più prelibato, croccante fuori e sugoso dentro: le tarantole giganti alla griglia, le quali, specialmente se si è aracnofobici come me, non solo fanno passare del tutto l'appetito, ma fanno anche scappare a gambe levate. 


I cambogiani però considerano una gravissima offesa il non mangiarle, perciò quando prenoterete il vostro prossimo viaggio avventuroso, vi consiglio di informarvi bene sulle usanze del posto.


Escamoles: si tratta di un piatto dalle origini Atzeche, tutt'oggi molto gradito nei paesi del Sud America, e sicuramente non facile da assaggiare per noi “occidentali”. E' composto da larve di formica gigante, di solito rossa, e si servono grigliate e condite con burro, o in aggiunta al riso.


 Dicono che abbiano un sapore simile al burro di arachidi. E' comunque una pietanza molto cara, e viene servita non solo tra la gente del posto, ma anche nei ristoranti di lusso dedicati ai turisti.


Attenzione dunque al nome invitante, perché nasconde una sorpresa non proprio gradita!


Gelatina di zampe di mucca: sembra il nome di una pietanza uscita direttamente dalla fantasiosa penna di J.K Rowling in uno dei suoi famosissimi libri di Harry Potter, ed invece è un piatto tipico polacco, molto saporito a quanto dicono, che viene servito di solito durante l'inverno. Prima viene estratto il grasso dalla zampa del bovino, poi viene fatto bollire per ore con l’aggiunta di molte spezie, e, infine viene lasciato raffreddare nel frigorifero.


Birra Peruviana: Nulla di strano nel nome, che fa pensare subito ad una bella birra fresca, magari artigianale e dal forte sapore di malto. Si, peccato però che sia fatta con ossa umane!


La bevono da secoli gli indios dell’etnia dei Cocomo, in Perù. Quando un parente muore, i familiari più stretti preparano una bibita con le sue ossa, che poi berrranno insieme. In questa maniera i parenti si assicurano che lo spirito della persona morta continui a vivere all’interno della famiglia.


Dita di scimmia fritte: Vengono servite come apprezzato aperitivo in Indonesia, e si presentano come pezzetti di carne secca ed abbrustolita, su un piatto con verdure e riso, assieme ad una bibita analcolica, prima di un pasto. Guardando con un po' più di attenzione, invece, ci si accorge delle unghie e dei polpastrelli, e l'appetito passa del tutto, almeno per noi. E' proprio il caso di chiamarle “finger food”!


Lutefisk: un piatto di pesce che arriva dalla Norvegia. Peccato che si tratti di merluzzo messo in ammollo nella soda caustica, per cui assume un aspetto molliccio e “saponificato”.


La preparazione prevede una lavorazione di 14 giorni prima della cottura. Il pesce viene immerso in acqua per sei giorni, poi scolato ed immerso nuovamente, ma stavolta in una soluzione di idrossido di sodio (soda caustica, appunto), per due giorni. Questo provoca una denaturazione delle proteine e fa sì che il pesce assuma una consistenza gelatinosa. 


In questo stadio il pesce è velenoso e per poter essere consumato deve subire un secondo ammollo di altri 6 giorni, con frequenti cambi d'acqua per essere depurato al meglio dalla soda caustica. Al termine di questo procedimento il lutefisk può essere cucinato e servito.


Shirako: un piatto tipico del Paese del Sol Levante. Si tratta di sperma di pesce ancora contenuto nelle sacche di produzione. Viene mangiato crudo accompagnato dal riso, oppure anche fritto dorato. I Giapponesi assicurano che è una delizia.


Natto: sempre dal Giappone, arriva questa strana poltiglia appiccicosa, ottenuta dalla fermentazione (fino al marciume) dei semi di soya. I nipponici la mangiano al mattino, assieme al riso, perché pare abbia proprietà energetiche, anche se il profumo ricorda molto quello delle scarpe da calcio di mio fratello, dopo che ha fatto l'allenamento.


Hàkarl: Vanto della cucina islandese, questa pietanza deve il suo caratteristico sapore (indicato come il sapore dell’antipatia) alla carne di squalo sepolta e lasciata marcire sottoterra, quindi essiccata per mesi sulla riva al mare.

Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, il forte odore di ammoniaca è una garanzia: significa infatti che la carne è stata ben stagionata. Attenzione però: questo piatto può essere tossico a causa del forte contenuto di acido urico.


Vero è che anche in Italia abbiamo i nostri piatti a prova di stomaci coraggiosi, come le lumache, sia di mare che di terra; il casu marsu sardo, ossia il tipico formaggio con larve di mosca vive; il sanguinaccio, piatto campano composto da sangue di maiale e cioccolata; la lingua di mucca salmistrata; la trippa di bue etc. etc.


…..Beh, è proprio il caso di dire “paese che vai, usanza che trovi”, no?



Condividi questo articolo se ti è piaciuto!